Interview with Marcin Ryczek, 1st place to The International Photography Awards 2014

A Man Feeding Swans in the Snow

Interview with Marcin Ryczek, 1st place to The International Photography Awards 2014

Danyel: How did the idea of the picture “A Man Feeding Swans in the Snow”?

Marcin: I have been looking for an image in the real world for a long time, an image that can reflect the state of balance. The search for this motive comes from the afterthought on my personal life and certain inner peace I wanted to portray. During one of my photo walks I noticed the symbol of balance which may refer to yin and yang concept. The snow cut with a straight waterside line from the dark water, was something I had been waiting for, the symbol of balance, distinguishing and acceptance of the existing positive and negative aspects of life, which are needed to keep certain state of harmony. Next, the only thing to do was to wait for a situation that would fill the frame, without leaving the two contrasting spaces. On my consecutive visits, I managed to catch the moment which completed the whole frame perfectly. In this way the photo was born, however, anybody can interpret the photo in their own way.

Danyel: What was your impression in the moment when you see the picture in the camera display immediately after shooting?

Marcin: When I took the photo I felt joy and satisfaction that I managed, with the use of visual tools, to capture a thought that has been growing on me for a while. I only took 4 photos at that time, still I knew it was the image I desired. I was really pleased and had a feeling I took a good photo, although, I couldn’t predict the picture will get such a positive feedback from the audience all around the world.  

Danyel: Did you ever think to win this award and that all the world to see your photo? Now that it has happened what changes caused this photo towards your work?

Marcin: I have been into photography and graphic arts for a long time. Surely – like most photographers – I intended to make my photos recognizable, different from the ones I’ve already seen. I wanted to elaborate on my own unique style. I had high hopes to achieve it. However, I never predicted it would happen so fast and to such an extent. I found my own style in the metaphoric minimalist symbolic photography.  The popularity of my photo “A Man Feeding Swans in the Snow”, as well as other pictures maintaining similar “climate”, proves that it is worth to look for your own original devices, identical with what you feel inside. “A Man Feeding Swans in the Snow” with its worldwide success and warm feedback from the audience all over the world as well as valued professional photographers, have motivated me to further work and creation of new consistent images. It has reassured me that I’m heading in the right direction and have found my own path of artistic development. I’m happy that some other works of mine appeal to people as well, sometimes even more than my most famous photo, they are published and receive awards. I believe it all comes down to the fact that I don’t get artistically distracted and create a coherent portfolio. It allows me to present my works all around the world at exhibitions and photo contests. The possibility of a direct contact and dialogue with the audience is the greatest professional prize I could ever get.

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Marcin Ryczek www.marcinryczek.com www.facebook.com/MarcinRyczekFotografia

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I luoghi più assurdi del pianeta fotografati da Google Maps

1- Il cimitero degli  aeroplani

32 08’59.96″ N, 110 50’09.03″W

Tucson, Arizona

cimitero

2- Il relitto della Costa Concordia

42.365251,10.921567

Isola del Giglio, Italia

concordia

3- La Villa di John Travolta (quando una SUPERCAR non basta)

29.278625, -82.116504

Ocala, Florida

john travolta

 4- Ferrari World Park

24.482543, 54.608578

Abu Dhabi, UAE

ferrari

5- Stormo di Fenicotteri

-21.843388, 35.450230

Arcipelago Bazaruto, Mozambico

fenicotteri

6- Il re leone

51.848637, -0.55462

Dunstable LU6 2LD, Gran Bretagna

lion

7- Il cratere del meteorite Barringer

35.027185, -111.022388

Winslow, Arizona

meteorite

8- La piscina degli ippopotami

6°53’53.00″ S 31°11’15.40″ E

Parco nazionale Katavi, Tanzania

ippo

9- Delle grandi labbra rosse nel deserto

12°22’13.32″N, 23°19’20.18″E

Sudan

bocca

10- Il simbolo di Batman

26.357896, 127.783500

Okinawa, Giappone

batman

11- Un misterioso disegno nel deserto

27°22’50.10″N, 33°37’54.62″E

Egitto

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12- Gli stagni Potash

38°29’0.16″N 109°40’52.80″W

Moab, Utah, USA

potassio

13- La corsa dei bufali

4°17’21.49″ S 31°23’46.46″ E

Riserva Kigosi, Tanzania

bufali

14- Il complesso  a forma di svastica

32°40’34.19″N 117° 9’27.58″W

Coronado, California, USA

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15- Il logo di Firefox

45° 7’25.87″N 123° 6’48.97″W

Dayton, Oregon, USA

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16- Gesù ti ama

43.645074, -115.993081

Boise, Idaho, USA

gesu ti ama

17- Un gigante

19°56’56.96″S 69°38’1.83″W

Huara, Tarapacá, Cile

gigante gatto

18- Avvistamento del mostro di Loch Ness

57°12’52.13″N, 4°34’14.900″W

Lago di Loch Ness, Scozia

mostro

19- Coniglio Gigante

44.244568, 7.769211

Artesina, Italia

coniglio rosa

20- Triangolo gigante

33.747252, -112.633853

Wittmann, Arizona, USA

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21- Il relitto delle SS Ayrfiel con gli alberi cresciuti sopra

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Homebush Bay, Sydney, Australia

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22- Il guardiano

50° 0’38.20″N 110° 6’48.32″W

Walsh, Alberta, Canada

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23- La bandiera della Turchia

35.282902, 33.376891

Kyrenia, Cipro

islam

24- Un disegno misterioso nei pressi dell’ Area 51

37.629562, -116.849556

Nevada, USA

triangolo con cerchio

25- Uno strano simbolo ancora a poche miglia dall’Area 51

37.401573, -116.867808

Nevada, USA

strano simbolo nevada

26- Strisce di atterraggio nel deserto

32.663367, -111.487618

Eloy, Arizona, USA

aereoporto deserto

27- Logo Mattel

33.921277, -118.391674

El Segundo, California

mattel

28- Jet passeggeri supersonico

49.239313,8.897472

Sinsheim, Germania

aereo supersonico

29- Il memoriale per il volo UTA 772

16.864841, 11.953808

Deserto del Sahara

aereo 722

30- Come downtown and play.

35.141533, -90.052695

Memphis, Tennessee, USA

scritta tetto

31- Dritto al punto.

30.443392, -88.537182

Moss Point, Mississippi, USA

fuck

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Vivian Maier

VM19XXW04205-01-MCSi chiamava Vivian Maier, e se il nome non vi dice niente, la cosa è abbastanza normale. Nella vita faceva la tata, lo stesso mestiere di sua madre e di sua nonna: lo faceva per le famiglie upper class di Chicago, e lo faceva bene, con limitato entusiasmo, pare, ma con inflessibile diligenza. Lo fece per decenni, a partire dai primi anni Cinquanta: i suoi bambini di allora adesso sono adulti che, piuttosto increduli, si vedono arrivare giornalisti o ricercatori che vogliono sapere tutto di lei. Un po’ spaesati, annotano che non è il caso di immaginarsi Mary Poppins: era un tipo maniacalmente riservato, un po’ misterioso, piuttosto segreto. Faceva il suo dovere, e nei giorni di vacanza, spariva. Non c’è traccia di una sua vita sentimentale, non pare avesse amici, era solitaria e indipendente. Non scriveva diari e che io sappia non ha lasciato dietro di sé una sola frase degna di memoria. Le piaceva viaggiare, naturalmente sola: una volta si fece il giro del mondo,

May 5, 1955. New York, NY

May 5, 1955. New York, NY

così, perché le andava di farlo: è anche difficile capire con che soldi. Una cosa che tutti ricordano di lei è che accatastava oggetti, fogli, giornali, e la sua stanza era una specie di granaio della memoria, immaginato per chissà quali inverni dell’oblio. Collezionava mondo, si direbbe. L’altra cosa che tutti ammettono è che sì, in effetti, girava sempre con una macchina fotografica, le piaceva scattare foto, era quasi una mania: ma certo, da lì a immaginare quel che sarebbe successo… Quel che è successo è questo: arrivata a una certa età, tata Maier si è ritirata dall’attività, si è spiaggiata in un sobborgo di Chicago e si è fatta bastare i pochi soldi messi da parte. Dato che accatastava molto, come si è visto, affittò un box, in uno di quei posti in cui si mettono i mobili che non stanno più da nessuna parte, o la moto che non sai più che

Undated, Canada

Undated, Canada

fartene: ci ficcò dentro un bel po’ di roba e poi finì i soldi, non riuscì più a pagare l’affitto e quindi finì come doveva finire.

Quelli dei box, se non paghi, dopo un po’ mettono tutto all’asta. Non stanno nemmeno a guardare cosa c’è dentro: aprono la porta, gli acquirenti arrivano, danno un’occhiata da fuori e, se qualcosa li ispira, si portano via tutto per un pugno di dollari: immagino che sia una forma sofisticata di gioco d’azzardo. L’uomo che si portò via il box di tata Maier si chiamava John Maloof. Era il 2007. Più che altro si portò via scatoloni, ma quando iniziò a guardarci dentro scoprì qualcosa che poi avrebbe cambiato la sua vita, e, immagino, ingrassato il suo conto in banca: un misurato numero di foto stampate in piccolo formato, una marea di negativi e una montagna di rullini mai sviluppati. Sommando si arrivava a più di centomila fotografie: tata Maier,VM1955W03420-05-MC in tutta la sua vita, ne aveva visto forse un dieci per cento (pare non avesse i soldi per lo sviluppo, o forse non le importava neanche tanto), e non ne pubblicò nemmeno una. Ma Maloof invece si mise a guardarle per bene, a svilupparle, a stamparle: e un giorno si disse che o era pazzo o quella era una dei più grandi fotografi del Novecento. Optò per la seconda ipotesi. Volendo credergli, si mise anche a cercarla, questa misteriosa Vivian Maier, di cui non sapeva nulla: la trovò, un giorno del 2009, negli annunci mortuari di un giornale di Chicago. Tata Maier se n’era andata in silenzio, probabilmente in solitudine e senza stupore, all’età di 83 anni: senza sapere di essere, in effetti, com’è ormai chiaro, uno dei più grandi fotografi del Novecento.

http://www.vivianmaier.com

Undated, New York, NY

Undated, New York, NY